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Come diventare agricoltore

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Prendendo spunto dalla fotografia scattata dall’ultimo annuario dell’agricoltura italiana, vediamo come diventare agricoltore. L’annuario è pubblicato dal CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e turismo. Leggendo i numeri e considerando la nostra esperienza diretta, possiamo affermare con certezza che esistono tre possibilità per diventare agricoltore:

  • hai una azienda di famiglia già consolidata;
  • hai un consistente capitale personale;
  • hai aspettative di vita da barbone.

Tutte le varianti sono riconducibili a queste tre strade. Il resto sono solo cazzate.

Pubblicità ingannevoli

Ma allora tutte quelle pubblicità che decantano l’agricoltura come una delle migliori opportunità per i giovani? Sono solo cazzate. Idiozie di chi non conosce il settore e ne scrive per sentito dire. Propaganda opportunistica di chi ha interesse ad alimentare il proprio bacino di potenziali utenti (paganti) di servizi. Amenità di chi pretende di spiegare come diventare agricoltore tramite guide vendute online. Oppure, cazzate di chi sostiene teorie cazzare in tendenza new age o decrescita felice. Questa analisi non deriva da una nostra visione pessimistica ma dai numeri.

pubblicità ingannevole?
pubblicità ingannevole?

Qualche numero

L’annuario CREA si riferisce a dati 2017 ed elenca tanti numeri. Alcuni interessanti, altri meno. Ci dice, ad esempio, che il settore agricolo italiano è costituito per oltre il 50% da produzioni vegetali seguito dal comparto delle produzioni animali (30%). Parla di foreste, che sono aumentate di oltre 3 milioni di ettari negli ultimi 30 anni (con buona pace degli allarmisti ambientalisti da salotto). Numeri importanti che però, come questi ultimi ad esempio, non spiegano che i boschi avanzano perché aumentano le aree abbandonate. E se aumentano le aree abbandonate, soprattutto in montagna, un motivo ci sarà. Magari qualche correlazione importante anche sulle valutazioni su come diventare agricoltore? Eh sì, parecchie. Vediamo altri numeri.

Nel triennio 2015/17 le aziende agricole in Italia sono diminuite del 22,1%. E se la percentuale non dovesse essere chiara, significa che quasi un quarto delle aziende agricole ha chiuso. Però, in contro tendenza rispetto ai periodi precedenti, si registra un aumento del 1,4% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata), che sfiora i 12,6 milioni di ettari. Questo significa accrescimento della dimensione aziendale che raggiunge così una media di 11 ettari.

coltivazioni intensive
coltivazioni intensive

Il report CREA evidenzia anche che la componente più dinamica del settore agricolo è rappresentata dall’aumento delle attività secondarie e di supporto all’agricoltura. Costituite principalmente dalle attività di trasformazione dei prodotti, dalla vendita diretta, dall’agriturismo e dalla produzione di energie rinnovabili. Rappresentano circa il 20% delle attività agricole ed hanno una crescita di oltre il 5%.

coltivazioni in serra
coltivazioni in serra

Ultima cosa, l’annuario evidenzia un generale miglioramento dei principali indicatori del commercio con l’estero di prodotti agro-alimentari. Aumentano del 5,7% le esportazioni grazie al riconoscimento dell’importanza del “Made in Italy”.

Il significato di questi numeri

Consideriamo solo alcuni indicatori principali. Le aziende diminuiscono, nonostante il passaggio generazionale, ma aumentano le dimensioni. Aumentano le attività di supporto all’agricoltura e le esportazioni. Cosa significa questo? Quello che abbiamo già spiegato nelle prime righe. Non puoi pensare di diventare agricoltore senza consistenti capitali oppure senza un consolidato background. Tralasciamo, per decenza, la terza possibilità.

automazione in agricoltura
automazione in agricoltura

Credi forse che sia possibile coltivare, trasformare, vendere e magari gestire attività correlate come un agriturismo senza adeguate strutture e personale? Lasciamo stare le attività come la produzione di energie rinnovabili che, ovviamente, sono alla portata solo di grosse aziende. Pensi che sia possibile sostenere una attività vendendo piccoli quantitativi di prodotti magari in mercatini o tramite rivenditori? Pensi che sia possibile cavalcare uno dei settori trainanti della crescita, l’esportazione, con produzioni minime e senza adeguate conoscenze? Oppure, ancora, pensi forse che sia possibile gestire a tempo perso una attività di vendita diretta online?

fonti alternative - biogas
fonti alternative – biogas

Scarica l’annuario

Se non ti fidi della nostra analisi e sei comunque interessato a diventare agricoltore, scarica l’annuario CREA e leggi bene numeri e parole. Fatti un business plan realistico e non lasciarti condizionare dall’entusiasmo o dalla già citate propaganda opportunistica. Come ha spiegato il presidente CREA, “il volume costituisce un fondamentale strumento di conoscenza che, grazie anche alla presenza dell’ISTAT, consente di avere un’approfondita lettura di insieme”. La pubblicazione, presentata il 19 gennaio 2019, si può scaricare in formato pdf dal sito CREA.

frutti di bosco Settimocielo
frutti di bosco Settimocielo

La nostra esperienza

La possibilità di diventare agricoltore esiste ancora, ovviamente. Però vanno fatte molte distinzioni ed attente valutazioni. Bisogna scegliere il settore più opportuno e bisogna capire come gestire l’attività considerando le dimensioni e l’impostazione che vogliamo darle. I capitali sono sempre necessari. Quindi non pensare nemmeno lontanamente di avviare l’attività senza adeguati investimenti. E non pensare che una piccola attività sia fattibile e, soprattutto, sinonimo di felicità o sostenibilità economica. Oggi serve ben altro e tutti i numeri lo dimostrano.

erbe officinali Settimocielo
erbe officinali Settimocielo

Se vuoi puoi anche approfittare delle nostre conoscenze e della nostra esperienza. Non vogliamo fare i tuttologi quindi ti possiamo parlare di agricoltura di montagna, quella che facciamo, non di altri settori del mondo agricolo. Contattaci o vieni a trovarci, possiamo organizzare diverse iniziative per fornirti informazioni oggettive che ti possono essere utili per valutare in modo concreto le possibilità di diventare agricoltore. Organizziamo diverse iniziative, da brevi visite a giornate formative. Possiamo anche offrirti il nostro supporto con incontri online. Ovviamente non lo facciamo gratuitamente perché dobbiamo pur mangiare. Però tra le nostre proposte puoi trovare sicuramente quello che fa per te. Abbiamo esperienze dirette anche nel settore marketing e vendita online. Insomma, guarda le nostre proposte e contattaci senza impegno per qualsiasi informazione.

zafferano Settimocielo
zafferano Settimocielo

Il progetto Settimocielo, di cui l’omonima azienda agricola rappresenta un tassello, è in fase di sviluppo da diverso tempo. Abbiamo fatto molta strada ma ne abbiamo ancora tanta di fronte a noi. Se ti interessa conoscere la nostra esperienza visita le altre pagine del nostro sito. Se pensi di vendere i tuoi prodotti online e vuoi evitare errori, contattaci, potremo sicuramente aiutarti.

Alberto Sangalli - Settimocielo
Alberto Sangalli – Settimocielo
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Coltivare lo zafferano

blog - Coltivare lo zafferano

Coltivare lo zafferano non è particolarmente difficile ma molto impegnativo. La zone migliori per la coltivazione sono quelle collinari e montane, fino a circa 1100 metri. La coltivazione richiede un terreno abbastanza calcareo, sciolto e ben drenato. I bulbi di zafferano soffrono il ristagno idrico e possono essere soggette a malattie causate da funghi. Sopportano temperature fino a -15° C. Gli animali selvatici che scavano il terreno rappresentano un problema, in particolare i cinghiali ma anche tassi, istrici, topi. Nei loro confronti bisogna adottare adeguate contromisure. Di recente molti hanno fatto credere che coltivare lo zafferano sia una attività redditizia che si può intraprendere facilmente come. Ma è proprio così? Non proprio. Vediamo alcune precisazioni.

coltivare lo zafferano
coltivare lo zafferano – i bulbi

La storia

Lo zafferano è la spezia che si ricava dai pistilli del Crocus sativus, un bulbo di origine antichissima. E’ sempre stata una spezia preziosa usata inizialmente in campo cosmetico, medico e religioso. La mitologia greca attribuisce la nascita dello zafferano all’amore ostacolato dagli dei tra un mortale, Croco, e la ninfa Smilace. I due giovani vennero puniti e trasformati nella pianta dello zafferano e nella smilax aspera, la salsapariglia. Nella mitologia romana lo si trovava associato al dio Mercurio. Lo zafferano serviva per tingere gli abiti dei re e dei religiosi e le bende delle mummie egiziane. I popoli antichi lo usavano anche per la preparazione di cosmetici, profumi e unguenti. In Italia, nel medioevo, i cuochi che utilizzavano questa spezia erano molto contesi dai nobili.

coltivare lo zafferano
coltivare lo zafferano – i fiori

Dove viene prodotto

La produzione media mondiale di zafferano è di 200 tonnellate all’anno. Il paese maggior produttore è l’Iran, che detiene circa il 90% delle produzione mondiale, seguito dall’India. In Europa viene coltivato principalmente in Spagna e Grecia. In Italia vengono prodotti mediamente dai 400 ai 600 chilogrammi di zafferanno all’anno. Le regioni storicamente dedicate alla coltivazione sono l’Abruzzo e la Sardegna. Lo zafferano è comunque prodotto in quasi tutte le altre regioni. Lo zafferano bio Settimocielo è prodotto nella nostra azienda, a Camerata Cornello, valle Brembana, in Lombardia. Qui la coltivazione è stata introdotta abbastanza recentemente e le analisi sulla qualità degli stimmi, prodotti dalle aziende qualificate, confermano trattarsi di zafferano di prima categoria.

Categorie dello zafferano

In Italia lo zafferano in stimmi è suddiviso in tre categorie. Le caratteristiche prese in considerazione per la classificazione sono il contenuto di safranale, che determina il potere aromatico. La crocina, responsabile del potere colorante e la picrocrocina che determina il potere amaricante. Viene valutata anche la presenza di residui floreali, corpi estranei, umidità e ceneri. Tutti questi parametri contribuiscono a classificare gli stimmi di zafferano in 3 categorie: la categoria 1 è la migliore. In altri paesi esistono classificazioni diverse ed anche i controlli sulla qualità sono molto più tolleranti.

La nostra esperienza

Come coltiviamo lo zafferano al Settimocielo? Guarda il video.

coltivare lo zafferano
coltivare lo zafferano – riposo invernale
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