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La frutta disidratata fa bene?

La frutta disidratata fa bene? Sì, ma bisogna fare alcune sostanziali distinzioni perché ci sono enormi differenze tra i vari prodotti e, soprattutto, tra i vari metodi di lavorazione.

La materia prima

La materia prima deve essere di ottima qualità. E non sempre questo avviene perché esistono procedimenti industriali di lavorazione che riescono a rendere accattivanti e buone anche materie prime di scarto. Anzi, spesso le rendono così accattivanti e quasi irresistibili. Questo avviene attraverso procedimenti che le colorano, le rendono più consistenti ed anche piacevoli al palato. Il tutto grazie ad un pesante utilizzo della chimica che, pur non essendo negativa a priori, spesso rende meno salutari i disidratati industriali.

E’ il caso, ad esempio, dell’utilizzo dell’anidride solforosa (E220 in campo alimentare) per conservare colore e consistenza della frutta. Sebbene in piccole quantità sia considerata innocua, può causare diversi problemi e sembra anche che ostacoli l’assimilazione delle vitamine del gruppo B.

La lavorazione

Altro aspetto importantissimo riguarda il metodo di disidratazione. I procedimenti industriali su larga scala impongono lavorazioni a ciclo continuo con tempi rapidi quindi, inevitabilmente, usando alte temperature che influiscono sulla conservazione delle vitamine B, C ed in parte E che sono termolabili. E questo è un controsenso compensato spesso da opportune iniziative di marketing che distolgono l’attenzione del consumatore sulle caratteristiche più importanti di un prodotto. 

Esistono però anche disidratati realizzati con procedimenti molto più rispettosi del prodotto e della salute che, attraverso lavorazioni a bassa temperatura senza l’aggiunta di conservanti, dolcificanti o aromi, permettono di ottenere prodotti molto diversi.

I dolcificanti

La disidratazione avviene eliminando l’acqua contenuta nella frutta fresca. Questo determina una concentrazione di tutti gli elementi presenti nell’alimento, zuccheri compresi, aumentando la densità calorica. Il problema è che molto spesso, poiché nei prodotti industriali si utilizza frutta di scarsa qualità poco saporita, vengono aggiunti dolcificanti artificiali oppure zucchero. In questo caso è facile riscontrare effetti negativi sul metabolismo. E’ quindi sempre meglio verificare che il prodotto acquistato sia preparato senza zuccheri o dolcificanti aggiunti.

Nel video ti spieghiamo come realizziamo i prodotti Settimocielo.

La quantità

La frutta disidratata è un alimento concentrato molto energetico e naturalmente ricco di zuccheri. Solitamente è anche buona quindi è facile esagerare con le dosi. Per evitare eccessi, la frutta delle confezioni Settimocielo è racchiusa in bustine monodose da 20 grammi, preparate disidratando almeno 200 grammi di frutta fresca. Questo la rende molto pratica da utilizzare, senza lasciarsi prendere la mano eccedendo con le dosi.

Quindi, per concludere, la frutta disidrata fa bene a condizione che rispecchi i criteri che abbiamo elencato in questa pagina

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